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La località di Torre dei Corsari, facente parte del Comune di Arbus, domina le grandi dune di Pistis sul versante Nord (quella di fronte al balcone della casa sfiora gli ottanta metri di altezza), mentre a Sud si affaccia lungo una costa molto accidentata, con scorci interessanti dove zone rocciose si alternano a spiagge dorate con le dune più alte d’Europa.
La tipica vegetazione mediterranea alle spalle delle dune e nell’immediato entroterra è a tutt’oggi integra ed ospita la flora e la fauna tipiche dell’ambiente.
Sulla punta di Flumentorgiu è la torre omonima, risalente al XVI secolo, quando fungeva da torre di avvistamento contro il pericolo dei pirati saraceni. Da lì è possibile ammirare paesaggi unici, che spaziano dalla penisola del Sinis ed il golfo di Oristano a Nord fino a tutta la costa Verde, con Capo Pecora ed oltre, all’isola di San Pietro in direzione Sud.
Il mare è sempre limpido e pulito grazie anche all’azione benefica di correnti e mareggiate che contribuiscono al ricambio naturale delle acque. È profondo e stimolante per i buoni nuotatori. La spiaggia, una delle più vaste della costa Occidentale della Sardegna, è servita nel periodo estivo da infrastrutture.
La località è ideale per un soggiorno di pieno relax in qualsiasi periodo dell’anno. Vi si trovano negozi, pizzerie e ristoranti; c’è uno sportello bancomat subito fuori del condominio Costadoro.
Suggeriamo alcuni dei percorsi possibili da Torre dei Corsari.
1) Verso sud lungo la strada che percorre la costa verde è possibile raggiungere in una ventina di minuti le splendide dune di Piscinas e giungere fino alle zone minerarie ricche di infrastrutture tipiche dell' archeologia industriale (vedi le miniere di Buggerru, visitabili quasi per intero). Più all’interno, il paese di Arbus è un centro molto importante della antica coltelleria sarda (il tipico coltello “arburesa”).
2) L’area del Monte Linas (che sfiora i 1300 metri di altezza), tra Fluminimaggiore, Gonnosfanadiga e Villacidro, offre la possibilità di escursioni in ambienti boscosi ricchi di vegetazione e fauna (e di acque, come nessun altro luogo in Sardegna). Non è difficile imbattersi anche nel cervo sardo.
3) In direzione Nord si trovano stagni (ad iniziare da quello di Marceddì, a soli sei chilometri) di acque salmastre molto pescose, che ospitano ricche colonie di uccelli acquatici (fenicotteri, spatole, cavalieri d‘Italia, etc…).
4) Oristano, a circa un’ora di auto, si giunge alla località di Cabras, dove ha inizio la penisola del Sinis. Assolutamente da visitare è l’insediamento fenicio, punico e romano di Tharros (sito patrimonio dell’Umanità), sulla penisola a Nord del golfo di Oristano, ambiente di bellezza unica tra il mare aperto ed il mare interno. Il museo di Cabras ospita i Giganti di Monte Prama (le prime sculture a tutto tondo d’Europa dopo quelle egiziane, recentemente scoperte) che datano a tremila anni prima di Cristo. Vi sono poi spiagge bellissime come quella di Is Arutas, con la sabbia “a chicchi di riso”.
5) Nell’interno, oltre Terralba vi sono numerosi piccoli centri abitati dove i ritmi di vita sono ancora quelli del mondo contadino e pastorale. A circa un’ora di automobile si può giungere al Nuraghe di Barumini (proclamato Patrimonio dell’Unesco), visitabile per intero con guida. Alle sue spalle si trova la Giara di Gesturi, un altipiano a circa seicento metri di altitudine che offre la possibilità di lunghe passeggiate da dove lo sguardo spazia su buona parte della Sardegna e dove è possibile vedere i tipici cavallini sardi che vivono allo stato brado.